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Giuseppe Marotta attacca, Valentina Vezzali risponde

Giuseppe Marotta chiede un intervento della politica per aiutare il comparto calcio a superare il momento economico difficile che sta attraversando, anche a causa della pandemia. L’Amministratore Delegato dell’Inter ha ricordato come il calcio professionistico vale un giro d’affari di 4 miliardi di euro l’anno e ha invocato un intervento del Ministro dello Sport per aiutare un dialogo con il fine di riformare il calcio e salvarlo dal baratro di una crisi economica senza fine. Valentina Vezzali, a nome del Governo, ha replicato sulle pagine del Sole 24 Ore, in modo un po’ stizzito, che il calcio prima di chiedere aiuti debba necessariamente avviare un programma di riforme per ridare nuovo slancio e vitalità allo sport più amato dagli italiani. Le distanze, al solito, sembrano inavvicinabili e impossibilitate ad intendersi, e qualche ragione e qualche torto vi sono in ambedue le parti. E’ senz’altro vero, come sottolinea il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con Delega allo Sport, come il calcio sia da tempo ammalato di cattiva amministrazione e come il Covid non abbia che amplificato criticità presenti da tempo, ma è anche altrettanto vero il totale disinteresse della politica rispetto al mondo del calcio, lasciato da sempre abbandonato a se stesso quasi fosse un mondo a parte. Le conseguenze della “Sentenza Bosman”, il provvedimento della Corte Europea che di fatto abolì il diritto di proprietà sui calciatori, hanno consegnato in mano ai giocatori e ai loro procuratori un potere talmente smisurato da aver provocato un lievitare dei costi dei cartellini e degli emolumenti dei giocatori a cifre così esorbitanti che solo qualche anno fa sarebbero state considerate impensabili vette da raggiungere. Dopo la giusta abolizione della figura del calciatore/merce, la politica sarebbe dovuta intervenire per bilanciare lo squilibrio improvvisamente pendente in modo deciso verso gli interessi dei giocatori e dei loro entourage. Nulla è stato fatto. Inoltre bisogna ricordare come in Francia il Governo Macron abbia concesso ristori contro la pandemia, tra aiuti diretti e indiretti, un miliardo di euro al calcio professionistico e ha cancellato 200 milioni di Irpef. La polemica tra Marotta e Vezzali ribadisce ancora una volta come la confusione regni sovrana tra il Governo e tutte le attività produttive del Paese, che probabilmente sconta l’evidente mancanza di risorse o il loro cattivo utilizzo, che la pandemia ha fatto venire su in tutta la sua gravità. Auspichiamo che Valentina Vezzali ricordi come non sia solo il calcio ad essere in crisi, e sarebbe sensato se finalmente il calcio si dotasse di una migliore amministrazione e gestione di quanto abbia fatto sinora. Sperare nel domani è una necessità, trovare speranze in cui credere è la missione quasi impossibile nel nostro presente. Ma una cosa è certa: la speranza è una questione che richiede l’impegno di tutti i settori della nostra società.

Carmelo Pennisi

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