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Paratici finanzia Vlahovic con i soldi del Tottenham

Con la cessione di Dejan Kulusevski e Rodrigo Betancur al Tottenham la Juventus si è praticamente ripagata l’acquisto di Dusan Vlahovic, provocando vibranti proteste tra i tifosi degli “Spurs” che accusano Fabio Paratici, Direttore Generale del club londinese, di favorire gli interessi della squadra bianconera della quale è stato importante dirigente per dieci anni. La conferenza stampa di addio alla Juve di Paratici era stata una via di mezzo tra una pagina del libro “Cuore” e una strofa di “Quattro amici al Bar” di Gino Paoli, erano stati, stante al profluvio di parole già intrise di nostalgia, anni meravigliosi e di conquiste fantastiche. Erano stati veramente tutti bravi. E Allora perché andarsene via? Qualche persona saggia direbbe come in un luogo dove sei stato felice prima o poi sarebbe utile far calare l’oblio di sé,  considerazione in effetti non così malvagia. Ma il buon Paratici pare abbia intrapreso la strada opposta a quella dell’oblio, e tutto lascia intendere come i tifosi del Tottenham, nonostante non conoscano le vicende del libro “Cuore”, in fondo qualche ragione l’abbiano nel sospettare l’acquisto di Betancur e Kulusevski una sorta di risarcimento del dirigente emiliano per la topica presa con l’affare Cristiano Ronaldo, colpevole di aver gettato in uno stato di preoccupante profondo rosso i bilanci del club presieduto da Andrea Agnelli. Per non accodarsi completamente ai malumori dei tifosi inglesi, bisogna però considerare un particolare importante, e questo particolare porta il nome di Antonio Conte. E’ difficile credere che lo spigoloso allenatore salentino, oggi responsabile tecnico degli “Spurs”, abbia accettato di ricevere due giocatori per la sua rosa solo per fare un favore agli di amici di Paratici. Insomma, non è che Kulusevski e Betancur siano proprio due brocchi rifilati a dei tonti della “Perfida Albione”, anche perchè specialmente lo svedese a Parma aveva dimostrato di avere buoni colpi e sicuro avvenire. Ma con noi italiani il problema è sempre lo stesso: manchiamo di senso dell’opportunità. Essere opportuni in genere è una grande virtù, perché scansa malintesi, equivoci e sospetti. Insomma, contribuisce a rendere la vita più armonica e tranquilla. Ma quando per dieci anni sei stato a servizio di una squadra da sempre manifesto di un potere, prima di essere un significato sportivo, diventa difficile mantenere un senso del limite. Ti sembra tutto possibile e accessibile e allora non riesci proprio a comprendere l’opportunità di mantenere certe distanze prima che il recente passato diventi un lontano ricordo della biografia personale. La necessità di avere rispetto dell’amore dei tifosi per la loro maglia, dovrebbe ricordare ogni momento la necessità di allontanare ogni sospetto che tale amore possa essere raggirato o sfruttato per altri fini non inerenti alla maglia stessa. Ma questo è il tempo in cui i protagonisti del calcio hanno sorprendentemente dimenticato il cuore del successo del calcio, dove la gioia e la sofferenza trovano significato nell’ancestrale differenza tra noi e gli altri. E allora ecco il più forte giocatore della Fiorentina trasmigrare alla corte della squadra più odiata dai tifosi Viola, come se un secolo di calcio avesse perso ogni tipo di significato per far posto a qualcosa al momento incomprensibile, figlia di un cambiamento di paradigma assai sfuggente. In attesa di comprendere il nuovo paradigma, forse sarebbe meglio riprendere l’hastag dei tifosi “Spurs”: “Paratici out”!

Carmelo Pennisi

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