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Qui, in occasione della giornata della donna, c’è una bella storia da raccontare.

(fonte foto: corriere.it)

Nadia Padovani sembra raccolta in preghiera quando Enea Bastianini porta la Ducati azzurra davanti a tutti. Saltella dalla gioia e non trattiene le lacrime, l’unica donna a capo di un team di MotoGP, mentre Pol Espargaro tirava dritto alla prima curva e Pecco Bagnaia franava addosso alla Ducati gemella di Jorge Martin.

Negli occhi di Nadia si intravede il sorriso timido di Fausto Gresini, marito, pilota, ex iridato e proprietario del team che fu di Daijiro Katho e Marco Simoncelli. Tra gli uomini di Gresini deve esserci un’invisibile resilienza che sconfigge il dolore. L’ultimo il 23 febbraio 2021, quando il virus s’è portato via Fausto e ha lasciato il futuro del team in balia dell’incertezza. E invece Nadia ha proseguito il sogno di Fausto. Non ne ha voluto sapere di vendere tutto. È diventata manager, gestendo ingegneri e meccanici, ha accolto i piloti come figli, ha chiuso l’accordo con Ducati per la fornitura delle moto.

Piange ai box e sul podio, Nadia, quando stringe tra le mani il trofeo della vittoria e Bastianini la avvolge in un abbraccio intenso. Piangono insieme. Lacrime. Orgoglio. È il trionfo della forza, della resistenza e della rivalsa. Nadia, donna forte, catapultata nel luna park dei gp. Mai visto prima. “Una emancipazione formidabile”, come l’ha definita Giorgio Teruzzi sul Corriere, ricordando il passato da infermiera e assistente sanitaria. Mestieri forgiati dalle sofferenze.

Oggi il presente di Nadia è la moto. Azzurra come il cielo e rossa come Ducati. Quella con il 23 rosa in carena è arrivata davanti a tutti nel primo gran premio della stagione sul circuito di Losail, in Qatar. Tra le dune del deserto Enea Bastianini ha vinto la prima gara del dopo Valentino, eredità simbolica e azzardata ma che fa sognare i tifosi.

Bastianini porta il nome di un eroe antico e sul suo volto da ragazzo cadono gli stessi riccioli di Valentino. Fisico da fantino o centauro, quelli che si piegano accarezzando l’asfalto e si rintanano in carena per guadagnare velocità. Il primo anno da apprendistato in MotoGP è stato impreziosito dai due podi di Misano, il giardino di casa per un riminese doc come lui. Ora è arrivata la rivalsa.

Gresini ha scoperto Bastianini otto anni fa, lo ha accompagnato nel titolo mondiale in Moto2 e lo ha svezzato dall’alto in classe regina.

Al resto ci ha pensato Nadia.

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