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Il Manchester United taglia gli ingaggi del 25%. È l’inizio della crisi della Premier League?

(Fase di gioco di Brighton – Manchester United 4-0. Fonte foto: manutd.com)

Il 4-0 in casa del Brighton patito dal Manchester United ha sancito il fallimento stagionale dei Red Devils. Sì perché con questa storica e pesante sconfitta, il cui passivo sarebbe potuto essere incredibilmente anche più rotondo, ha di fatto escluso aritmeticamente il Manchester United dalla prossima edizione della coppa dalle grandi orecchie. La patata bollente ora passerà ad Erik ten Hag, ingaggiato per la prossima stagione a sedere sulla panchina di un club glorioso come quella del Manchester United, la cui rosa probabilmente – purtroppo o per fortuna – sarà diversa da quella di quest’anno. Da un certo punto di vista meglio così, visto che il fallimento totale dei Devils con Solskjaer (esonerato a novembre 2021) e Rangnick in panca. Tuttavia il club presieduto dai Glazer, per fronteggiare alla perdita di denaro in caso di mancata qualificazione nella massima competizione europea, si era già tutelato in maniera lungimirante, con la clausola che mira alla riduzione degli ingaggi del proprio parco calciatori del 25 %.

A dare la notizia è stato il Daily Mail e Calcio e Finanza ha evidenziato a cosa starebbero andando incontro alcuni giocatori dello United. Cristiano Ronaldo, per fare un esempio, si era già decurtato l’ingaggio da 31 milioni di euro netti percepiti alla Juventus contro i 23,5 concordati con il Manchester United, vedrà calare le sue entrate da 385.000 sterline a settimana a 288.000. Oppure il portiere De Gea scenderebbe da 375.000 sterline a 281.000.

Salvo clamorosi ripensamenti da parte della dirigenza del Manchester United, ten Hag si ritroverà nella prossima stagione con una rosa decimata per via di calciatori che potrebbero migrare per cercare di mantenere il proprio tenore di vita. Che questo sia l’avvisaglia che anche in Premier League il calcio ha raggiunto livelli da corto circuito? Ai posteri l’ardua sentenza, intanto ciò che è certo è che uno dei club più vincenti della Premier League si ritrova a tirare la cinghia, per cercare di mantenere l’equilibrio finanziario. Mentre dall’altro lato di Manchester si spende e spande da anni per regalare a Pep Guardiola dei veri e propri dream team senza vincere nulla a livello europeo, I Devils potrebbe iniziare una politica di austerity.

Cristiano Ronaldo, giungo ormai a 37 anni è in ovvia fase di declino, resterà al Manchester United per tentare il riscatto con lo stipendio decurtato di un quarto oppure tenterà di liberarsi per accordarsi con un club che gli possa garantire la stabilità economica di sempre? Magari potrebbe scegliere di approdare al Newcastle, qualora fosse intenzionato ad acquisire il diritto alle prestazioni sportive del campione portoghese, dove il fondo PIF potrebbe certamente fargli mantenere il faraonico ingaggio.

Chiaramente il senso di questa riflessione non è quello di capire come farà Cristiano Ronaldo a sbarcare il lunario, ma è per sottolineare che anche in Premier League cominciano a sentirsi i primi scricchiolii di un sistema che sta mostrando tutta la sua fragilità. Se anche il campionato di oltre Manica, tendenzialmente noto per essere il più ricco di Europa, mostra la necessità di contrarre i costi, è naturale desumere come la contingenza economica attuale, dovuta a fattori anche extra calcistici, sta colpendo duramente tutti, senza guardare in faccia nessuno.

C’è da riflettere su questo perché forse è arrivato il momento di capire che il calcio non può essere praticato nel silenzio delle istituzioni che lo governano e della politica (intesa anche in ambito europeo), perché proprio queste ultime dovrebbero far sentire la loro presenza, osservare come il fenomeno calcio si stia evolvendo in Europa e dovrebbero avanzare proposte per salvaguardarlo. Ad esempio è chiaro a tutti che l’ingresso nel calcio europeo di Nasser Al-Khelaïfi, di Mansur bin Zayd Al Nahyan con il City Football Group, di Mohammad bin Salman Al Sa’ud del Fondo Pif hanno generato più danni (lievitamento dei costi) che benefici? Alexander Ceferin come intende tutelare oltre la sua poltrona il calcio europeo oltre alla sua poltrona? Il probabile ingresso del fondo Investcorp in Italia con l’acquisizione del Milan – conteso anche da Redbird Capital, fondo fondato nell’anno 2014 daGerry Cardinale, ex partner di Goldman Sachs – e del City Football Group nel Palermo, che ripercussioni avranno nel calcio italiano?

Se anche una società gloriosa come il Manchester United del campionato più ricco d’Europa qual è la Premier League è costretto alla contrazione dei costi, allora vuol dire che stiamo arrivando davvero ad un punto di non ritorno.

Ai governanti la scelta di agire o meno, di salvare il football europeo o di lasciarlo andare alla deriva.

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