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Un grande Sinner si inchina al campione serbo. Impresa sfiorata per il tennista classe 2001

(Fonte foto: sport.virgilio.it)

“Vincere è l’unica cosa che conta” recita un vecchio adagio ormai troppo diffuso nel calcio. La convinzione che questo motto sia totalmente stridente con il concetto di sport, ce lo ha insegnato Jannik Sinner, il giovane tennista di San Candido che oggi si è ritrovato davanti al mostro, sacro Novak Djokovic, nei quarti di finale del torneo di Wimbledon. Per far comprendere la difficoltà della prova a chi è ancora lontano dal tennis, Djokovic è stato il vincitore del torneo inglese delle ultime tre edizioni, esclusa quella del 2020 che non è stata disputata per il Covid. Dal 2011 al 2021 il campione serbo ha vinto 6 delle ultime 10 edizioni, cioè più della metà dei tornei di Wimbledon disputati negli ultimi dieci anni sono stati vinti da Novak Djokovic. È chiaro dunque quanto fosse ardua l’impresa di oggi per il ventenne di San Candido?

Ed infatti Sinner inizia il match con il freno a mano tirato, pagando forse lo scotto della pressione che solo una partita contro Djokovic nell’affascinante cornice del Centre Court dell’All England Lawn Tennis and Croquet Club di Wimbledon, al cospetto di colui che l’anno scorso ha distrutto i sogni di Matteo Berrettini, come sappiamo tra i favoriti di questa edizione, ma appiedato dalla sfortuna e dal Covid.

Djokovic si porta subito sul 3 a 0 e per Sinner sembra essere una giornata negativa. Tuttavia piano piano l’altoatesino inzia ad esprimersi al meglio e riesce mantenere due volte il servizio finché, sul 4 a 2, mette a segno un break che si rivelerà decisivo. Infatti sul 4 a 3 Sinner sembra essersi scrollato di dosso tutta l’ansia ed il classe 2001 si riporta prima in parità sul 5 a 5 e poi sfodera un altro break che vale il 6 a 5 e quando è il suo turno di servire, non sbaglia e si aggiudica il primo set per 7 a 5.

Nel secondo set si riparte con Djokovic a servire e si porta sull’1 a 0. Sinner con tranquillità va sull’1 a 1 ma strappa subito il break a Nole, consolidandolo e portandosi poi sul 3 a 1. Djokovic ha una botta di orgoglio e si aggiudica con un 40 -15 il quinto game sfoderando un bel tennis e mettendo in difficoltà Sinner. La fatica inizia a farsi sentire per il tennista di San Candido che inizia a commettere qualche errore di troppo, tuttavia è bravo a sorprendere, come già successo in più di un’occasione, Djokovic in contropiede. Il serbo dal canto suo prova con delle palle corte a far giocare a rete l’italiano, zona in cui si è mostrato molto meno preciso. Sinner riesce comunque a far suo il servizio. Punteggio di 4 a 2 e Sinner non ne vuole sapere di fermarsi. Il settimo game vede Sinner portarsi sul 40-15 con due palle break da sfruttare, mentre Djokovic continua a sbagliare decisamente troppo per i suoi standard. Nonostante un nastro salvifico che porta Djokovic sul 40 pari, il serbo continua ad avere le polveri bagnate e con doppio fallo regala un’altra palla break al suo avversario che questa volta non si lascia sfuggire, grazie anche all’hawk eye che segnala dentro una palla giudicata dapprima fuori campo. 5 a 2 e servizio per Sinner che inizia in sofferenza, ma lo conclude con freddezza, inducendo all’errore Djokovic. 2 set a 0 per l’Italiano. Sembra un sogno per Sinner che, ricordiamo, sull’erba non ha mai brillato particolarmente.

Il terzo set è l’ultima chance per Djokovic per rientrare in gara e lo sa bene, mentre Sinner cala alla distanza. Sarà il dispendio di energie, sarà la pressione, sarà la paura di vincere che ai tennisti fa venire il cosiddetto braccino, fatto sta che piano piano Djokovic si riprende la scena. Piano piano il gioco passa in mano al campione serbo, mentre Sinner inizia a sbagliare un troppo, alternando a volte punti strabilianti. Fatto sta che Djokovic vince prima 6 a3 e poi 6 a 2 il terzo ed il quarto set. Nel mezzo anche un infortunio alla caviglia per Sinner che per fortuna non gli pregiudica il match.

Nell’ultimo set, Sinner è in difficoltà, ma lotta come un leone. Cede il break al terzo game e da lì la gara diventa in discesa per Nole che conclude il quinto set sul 6 a 2 e ottiene il pass per la semifinale. Che dire? A posteriori possiamo dire che è stato un peccato, per contro però possiamo gioire per aver visto un grande e giovane tennista italiano costringere Djokovic ad andarsi a ritrovare in bagno (per sua stessa ammissione). Sinner ci ha regalato un sogno ed il tennis italiano sta mostrando tutti i frutti del duro lavoro di questi ultimi anni. Se la sfortuna non costringerà a ritiri continui i nostri ragazzi, presto li vedremo in finale, dalla parte dei vincitori, ma va ricordato… vincere non è l’unica cosa conta. Regalare il sogno ad un paese che suo malgrado sta subendo una delle crisi peggiori della storia, è già tanto. Per cui non ci resta che dire grazie, Jannik!

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