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Il conflitto di interessi: il solito tema che continua a ripresentarsi. Il caso Maggiani

(Il gol contestato di Vidal di quel Catania – Juventus. Sullo sfondo Luca Maggiani – Fonte foto: calcioweb.eu)Fonte foto: calcioweb.eu)

Ormai il conflitto di interessi è insito in ogni cosa, in ogni settore della nostra vita quotidiana e ogni volta si presenta sempre lo stesso interrogativo, ovvero se la persona in questione “in una determinata posizione perseguirà l’interesse superiore o l’interesse personale?” laddove per interesse superiore si intende l’interesse della collettività. Nella politica questo è dato dal benessere del popolo, nell’informazione dallo scopo di rendere edotti i telespettatori di un tg o i lettori di un articolo su uno specifico fatto senza falsificazioni od omissioni, e nel caso di un arbitro è quello di arbitrare in totale buona fede al di là di altri interessi, passioni, ecc.

In quest’ultimo caso la buona fede di un direttore di gara è stata sempre trasmessa dai media come un dogma dal quale impossibile trascendere. Eppure poi capitano fatti che instillano il dubbio che va a minare la certezza di quel dogma. Infatti il 23 luglio 2022 la Juventus ha ufficializzato un nuovo innesto in società con Luca Maggiani che andrà a ricoprire il ruolo di Club Referee Manager. Non ci sarebbe nulla di male se l’incaricato a questa nuova figura all’interno del club bianconero non fosse un ex arbitro pizzicato nella sua carriera arbitrale a prendere decisioni sbagliate in favore del club bianconero. In particolare nella stagione 2012/2013 tutti ricorderanno quando Maggiani, in quell’occasione assistente di Gervasoni, annullò un gol regolarissimo a Bergessio segnato sul punteggio di 0-0 di quel Catania – Juventus, sbandierando un fuorigioco inesistente nel primo tempo. Nel secondo tempo poi fu convalidato il gol di Vidal viziato da un offside di Bendtner e l’assistente competente era sempre Maggiani, visto che con il cambio di campo si ritrovò a valutare l’azione di attacco della Juventus. L’AIA difese Maggiani e passò la versione che si trattò di una giornata sfortunata per uno dei migliori assistenti in attività.

Dunque Maggiani, per anni membro dell’AIA, oggi ricopre un ruolo in seno alla società Juventus. Il tutto avviene sotto la luce del sole e dunque è facile immaginare quali siano state le reazioni sui social, tutte volte a gridare allo scandalo. Infatti non si è lasciata attendere la reazione dell’ex presidente del Catania, Antonio Pulvirenti, che con una battuta sarcastica ha detto che “la Juventus ha regolarizzato Maggiani”.

Ovviamente nessuno, tantomeno Pulvirenti, ha le prove che quegli errori di Maggiani fossero dettati da una commistione di interessi dell’ex guardalinee, ma il dubbio che una cosa del genere possa essere accaduta visto il suo approdo alla Juve, è naturale che sorga spontaneo. Tuttavia il problema non è il fatto in sé, quanto piuttosto che un ex arbitro non dovrebbe avere la possibilità di entrare a far parte dello staff di un club o, peggio, dei quadri dirigenziali di una società, come ad esempio quando l’ex arbitro Paparesta (famoso per essere rimasto chiuso a chiave da Luciano Moggi negli spogliatoi di Reggio Calabria), nel pieno rispetto dei regolamenti in vigore, assunse la proprietà e la presidenza del Bari. Come si può pensare che un determinato vissuto e certi legami non possano proseguire anche dopo la carriera arbitrale? Sì perché è naturale che anche solo le amicizie o le simpatie coltivate durante la propria carriera con il fischietto in bocca, possano ripresentarsi in maniera determinante anche con il passaggio dall’altra parte della barricata. Infatti a parte le reazioni di Pulvirenti, era già sconveniente che Maggiani, prima di firmare per la Juventus, avesse ricoperto anche il ruolo di addetto all’arbitro dello Spezia.

Dunque, come detto, il fatto che nasca il legittimo sospetto sulla buona fede dell’ex guardalinee è naturale, a prescindere di quale staff societario andrà ad inserirsi. Questa libertà degli arbitri di entrare all’interno di club professionistici è una stortura di un sistema calcistico che necessiterebbe di essere raddrizzato quanto prima, al pari delle multiproprietà.

Per risollevare il calcio si dovrebbe partire dalle basi!

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