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Un cartellino giallo per umiliarci tutti

(Fonte foto: Moked.it)

Il torneo ricco e farlocco che si sta svolgendo in Qatar, sancendo la morte definitiva del calcio come ci piaceva, sta mostrando un’ipocrisia e una pochezza intellettuale da parte dei paesi socialmente “più evoluti” disarmante.

Mentre in Iran una rivoluzione pacifica viene repressa nel sangue dal mondo conservatore musulmano, il Qatar, paese ora in vetrina, cerca di darsi un’immagine ripulita utilizzando un cartellino giallo per zittire tutti… neanche armi o minacce, un cartellino giallo. L’ipocrisia più grande e anche la contraddizione più grande però arrivano ancora dai Paesi occidentali, i quali sulle battaglie per i diritti umani e della parità dei sessi e dei generi avrebbero dovuto farne una bandiera (se non lo fai in queste occasioni quando lo fai?) ed invece si sono prostrati davanti agli sceicchi ancora una volta, abbandonando le donne, i lavoratori ed i “froci“ arabi al loro destino sotto la minaccia del cartellino giallo.

Il Qatar ha voluto e dovuto sborsare soldi per organizzare questo mondiale, facendolo nel modo più innaturale e infame, ovvero nascondendo i cadaveri delle loro repressioni ed i morti caduti per la costruzione degli impianti sportivi sotto il tappeto delle nuove magnifiche strutture… ed il mondo intero ha fatto finta di nulla, il mondo si è girato dall’altra parte, solo che si è accorto che dall’altra parte c’è la guerra in Ucraina, allora ha dovuto guardare indietro ma toccava guardare la rivoluzione in Iran, allora ha dovuto guardare in basso (per la vergogna) e lì si è accorto quanto il mondo in generale, e quello del calcio nello specifico,  sia un mondo senza palle.

L’Iran sta vivendo un momento epocale e parte del suo popolo sta combattendo una guerra armati solo delle idee per trovare il modo di affermarsi, di autolegittimarsi in quanto individui, mentre l’altra parte sta cercando di sopprimerli con le armi, negandogli qualsiasi diritto. La squadra di calcio Iraniana che ha conquistato il diritto sul campo di giocarsi questa fase finale, aveva manifestato la voglia di prendere una posizione riguardo alle beghe di casa propria, schierandosi dalla parte dei manifestanti… pare che qualcuno gli abbia suggerito che non è in Qatar che si possano prendere certe posizioni e l’idea è rientrata… sì la giacchettina nera… ma chi cazzo se n’è accorto? Allora mi sarei aspettato un po’ di solidarietà da parte delle altre squadre…il nulla! Sì, un po’ la Germania, (li ricordavo più cazzuti sti tedeschi, più tosti) ha bofonchiato qualcosina prima di mostrarsi in foto con la bocca tappata.

Lo so è colpa mia che ho il vizio di tenere conto di certi valori, lo so scusate non ce la faccio proprio a non tenere conto di certe cose, è più forte di me. Quindi si va avanti con sto torneo assegnato alle bustarelle e i padroni di casa senza alcun merito sul campo, e titolo sportivo mai guadagnato in una qualsiasi competizione internazionale, scendono in campo umiliando il gioco del calcio con una squadra che per nessun motivo dovrebbe giocare un mondiale. Non lo dovrebbe giocare perché non ha mai conquistato una partecipazione sul campo, mai, la prima volta che si partecipa ad un mondiale non dovrebbe essere a pagamento! Non lo dovrebbe giocare perché è uno stato che non rispetta i diritti umani e che non riconosce le altrui libertà, infatti, alcune squadre europee avevano proposto di usare una fascia da capitano con un piccolo cuore arcobaleno (come se i problemi in Qatar li avessero solo i gay). Sarebbe stato comunque poco, ma avrebbe rappresentato già un piccolissimo segnale che comunque quello dei diritti umani è un problema di cui va tenuto conto.

La risposta non si è fatta attendere e dall’organizzazione è arrivato un comunicato in cui si spiega che chi utilizzerà la fascia con il cuore arcobaleno verrà ammonito… a questo punto mi aspettavo una presa di posizione forte da parte delle federazioni sportive dei paesi che su certi valori fondano la loro vita sociale. Niente, proposta rientrata e messa da parte, niente cuoricino arcobaleno. Siamo talmente deboli socialmente che con un cartellino giallo il Qatar ci ha ridotto al silenzio e non possiamo dire che le donne hanno diritti, che i lavoratori hanno diritti, che i gay hanno diritti (cazzo mi sono ricordato ora che neanche da noi è così).

Un mondiale dovrebbe essere il momento in cui ci si incontra, in cui ci si apre ad altri trovando punti d’incontro o anche di scontro ma sempre in un’ottica di crescita culturale, perché una delle funzioni dello sport dovrebbe essere anche questa. Invece stiamo assistendo ad uno spettacolo sconcertante, dove non puoi decidere neanche di giocare con un cuore sul braccio… pena l’ammonizione! È bastata la minaccia di un cartellino giallo per zittirvi tutti. Vergogna!

Abbiamo fatto bene noi a stare a casa, in un mondiale così c’è solo da perdere la faccia   Mancini ci aveva visto lungo. Viva il Qatar, Viva gli sceicchi!

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