COMUNICATO STAMPA F.I.S.S.C. Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio

Riceviamo e pubblichiamo

16 Maggio 2026

La Federazione Italiana Sostenitori Squadre Calcio, al fianco dei tifosi dal 1970, esprime forte contrarietà verso alcune modalità con cui viene oggi gestito il calcio italiano. Pur comprendendo le enormi difficoltà nel coordinare realtà diverse, problematiche di ordine pubblico, esigenze televisive, interessi economici e manifestazioni parallele che ruotano attorno al mondo del calcio, riteniamo che troppo spesso venga dimenticato il vero motore di questo sport: il tifoso.

Non possiamo non rilevare l’ennesima gestione discutibile dei calendari e degli eventi sportivi. Fa riflettere che si sia arrivati a ricorrere al TAR per consentire lo svolgimento di una partita delicata come il derby di Roma in concomitanza con un torneo ATP di tennis a poche centinaia di metri dallo Stadio Olimpico. Una situazione che dimostra come in passato siano state considerate quasi marginali gare di enorme richiamo e criticità come Lazio-Inter di Serie A, la finale di Coppa Italia Lazio-Inter e Roma-Lazio.

Il problema non è solo organizzativo. Il problema è culturale.

Si continua a chiedere sacrifici economici enormi ai tifosi, costretti a pagare biglietti dai costi sempre più elevati per assistere a partite disputate in impianti che, troppo spesso, non sono all’altezza di un grande Paese calcistico. E mentre gli stadi si riempiono grazie alla passione della gente, chi vive il calcio ogni settimana viene percepito più come un problema da gestire che come una risorsa da ascoltare.

Quanto accaduto a Cagliari per il match Cagliari-Torino in programma domenica sera ne è un esempio evidente: il divieto ai residenti nella regione Sardegna di acquistare tagliandi nel settore ospiti per evitare possibili presenze di tifosi cagliaritani rappresenta una misura che lascia spazio a molte perplessità. Una situazione rientrata soltanto grazie al buon senso e all’intervento delle società interessate.

Serve una linea chiara, coerente e soprattutto equilibrata. Non una misura che cambia interpretazione a seconda delle circostanze, delle pressioni o delle convenienze del momento.

Anche l’introduzione del biglietto elettronico nella finale di Coppa Italia evidenzia contraddizioni evidenti: se il sistema è realmente moderno ed efficace, perché si continua a richiedere il documento d’identità ad ogni tifoso già in possesso di un titolo nominale e digitale? Evidentemente qualcosa ancora manca nel percorso verso una gestione realmente evoluta del nostro calcio.

La domanda che oggi poniamo, con rispetto ma con altrettanta fermezza, è semplice: il calcio italiano e chi lo gestisce – sia sul piano operativo che su quello della sicurezza – hanno davvero compreso che è arrivato il momento di confrontarsi seriamente con i tifosi?

La F.I.S.S.C. è pronta, come sempre, ad un confronto costruttivo, serio e responsabile, affinché si possano evitare ritardi, decisioni incomprensibili e malumori continui che rischiano di allontanare sempre di più chi il calcio lo sostiene con passione, sacrifici e presenza costante sugli spalti.

Perché senza tifosi il calcio perde la sua anima.

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