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Liberi di pedalare

Mauro Mannucci, ciclista amatoriale, caporal maggiore scelto dell’Esercito in forza al nono reggimento Alpini ed ex rugbista, nel mese di marzo 2019 scriveva sui social: “Vorrei che ognuno di voi condivida questo post sulla propria bacheca per sensibilizzare le persone alla sicurezza sulle strade. #rispettateiciclisti Meritiamo più rispetto, rischiamo ogni giorno la pelle per la nostra passione. C’è chi si allena in un campo sportivo, chi in una palestra o ancora in una pista d’atletica, c’è chi scia in mezzo alla natura, chi nuota in una piscina, ognuno di questi liberi di godersi il proprio momento con la leggerezza che merita la passione per lo sport. Un ciclista deve condividere il proprio luogo di allenamento con le automobili, anzi siamo spesso ospiti indesiderati, e credeteci questo non ci rende affatto felici. È una convivenza difficile quella tra una bicicletta e delle auto che sfrecciano a forte velocità. Ogni uscita è accompagnata da colpi di clacson e in alcuni casi da insulti e imprecazioni, quando va bene. Non ho mai capito perché un mezzo meccanico che non inquina e fa bene alla salute viene considerato un appestato della strada. Mi sono detto, eppure siamo l’anello debole di questo far West, rischiamo la pelle ogni giorno, a una macchina se va male si graffia una fiancata, chi pedala invece se va bene se la cava con qualche osso rotto. Ma poi ho pensato che forse un po’ ci invidiano, invidiano quel senso di leggerezza e libertà che solo una bicicletta sa darti, invidiano il nostro sorriso e la nostra felicità. Ed è lì che ho capito che forse se ci fossero meno macchine e più biciclette vivremmo tutti la vita con più serenità e leggerezza.”

Mauro nel pomeriggio del 2 settembre 2021 ha perso la vita su una strada dell’Aquila, in sella alla sua bicicletta. Uno scontro con una macchina che ha stappato Mauro dall’affetto dei suoi cari. Alla sua memoria è stata intitolata la quinta edizione della Granfondo Città dell’Aquila, gara ciclistica amatoriale, che si è svolta nella giornata di ieri nel capoluogo di regione abruzzese. Gli organizzatori hanno voluto rendere omaggio a Mauro cercando di sensibilizzare la comunità al tema della sicurezza sulle strade. Fa piacere constatare che i due vincitori, Ettore Carlini, di Fossacesia (provincia di Chieti) per la categoria uomini e Valentina Pezzano di Roma, per la categoria donne, abbiano voluto sottolineare come la gara si sia svolta in totale sicurezza “Senza incrociare nessuna macchina” come ha sottolineato Carlini e “avendo accanto in fuga sempre un mezzo della scorta” come detto dalla Pezzano.

Troppo spesso in Italia si pone rimedio a situazioni quando ormai sono accadute cose irreparabili. Tuttavia il post di Mannucci, la sua tragica fine e la Granfondo Città dell’Aquila di ieri, sembrano essere uniti da un sottile filo che lega questi eventi. La speranza è che l’attenzione sulla sicurezza nelle strade per i ciclisti non sia soltanto una cosa di facciata, ma che contribuisca malgrado tutto al cambio culturale e di mentalità di chiunque popoli la strada. Non ci resta che inviare un pensiero affettuoso a Mauro, che possa trovare in eterno quel senso di leggerezza e serenità che scriveva nel post, ma che questa sua foto può raccontare meglio di qualsiasi parola.

Ciao Mauro

(foto presa dal profilo Facebook di Mauro Mannucci)

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